GLI ARTISTI DI ALCHIMIA DEBOLE

Gli artisti di alchimia debole, con i link alle loro pagine sul web... quando ci sono



Federica Gonnelli

Ongakuaw

Massimo Orsini

Cristina Papi

Gianna Scoino

Vincenzo Ventimiglia

IL LUOGO DI ALCHIMIA DEBOLE

La mostra si svolge presso

ARCHITECTURAL WORKSHOP
Piazzale Donatello 2, Firenze


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ALCHIMIA DEBOLE - BROCHURE FOTO





ALCHIMIA DEBOLE





COMUNICATO STAMPA



Sede ARCHITECTURALWORKSHOPLATTANZI&FILENI ARCHITECTS ASSOCIATES


Artisti Alberto Brogi, Federica Gonnelli, Ongakuaw, Massimo Orsini, Cristina Papi,

Gianna Scoino, Vincenzo Ventimiglia


Titolo Alchimia debole


A cura di Vittoria Biasi


Inaugurazione sabato 23 gennaio 2010 - ore 18.30


Periodo espositivo 23 gennaio – 1 marzo 2010


Orario dal lunedì al venerdì ore 10.00–13.00 15.00–19.00



Alchimia debole è un progetto espositivo d’arte contemporanea che concentra 7 artisti italiani attivi sul territorio toscano. L’evento si articola attraverso diversi linguaggi: installazione, video, fotografia, pittura e perforformance live-electronics. Per l’occasione è prevista una diretta WEB TV URLTV. Lo spazio Lattanzi e Fileni è uno studio di architetti associati aperto ad accogliere iniziative artistiche che si distinguono per originalità e ricerca espressiva con proposte che rendono possibile l’interazione fra professionalità di ambiti culturali diversi.

Scrive Vittoria Biasi, curatrice della mostra: “Sette artisti, con spirito dadaista, si incontrano per organizzare una mostra intorno al proprio creare. Il concetto di creatività è all’origine dell’incontro. L’esposizione ha un suo ritmo scandito dalla parola che ogni artista ha scelto ad emblema della propria composizione, per offrire allo sguardo una direzione, tracciata quasi numericamente, senza alludere a procedimenti di logica continuità. Le parole si riferiscono a gesti, sentimenti, visioni, espressioni, contrasti sociali disegnando una regola auto-de-regolarizzante. Alla successione numerica 1, 2, 3, 4 ,5, 6, 7 corrisponde la tensione delle parole tangere (Cristina Papi), ri.volto (Massimo Orsini), misura (Federica Gonnelli), artificio (Vincenzo Ventimiglia), ri.flesso (Gianna Scoino), de.finito (Alberto Brogi), difetto (Ongakuaw). Le sette parole sono depositarie di un segreto custodito tra le sette parti delle pareti. La superficie supporta altre superfici fino a costituire lo sguardo totale: l’intento è la presa di coscienza di una visione, di un panorama in cui si muove il sé. La ricerca visiva traccia le direzioni della psicologia nuova o sedimentata tra differenti mondi espressivi, mette in contatto la superficie con tutte le altre superfici.

Per non smarrire il valore estetico delle piccole cose percepite, il progetto Alchimia debole propone l’incontro, il ricordo di gesti quotidiani, rituali, da cui nasce una produzione del pensiero, un’architettura del fare, una metamorfosi del sé trasferita in immagini referenziali.”




2 P.LE DONATELLO - 50132 FIRENZE – tel. 055/574014–574837-577380


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